11 dicembre 2008

Venerdì 12 dicembre sciopero generale



Le manifestazioni regionali e provinciali per lo sciopero generale del 12 dicembre

VE LA PAGATE VOI LA VOSTRA CRISI

12 DICEMBRE SCIOPERO GENERALE
DELL'INTERA GIORNATA

No al salvataggio di banche fraudolente e speculatori

Usiamo il denaro pubblico per aumentare i salari, le pensioni, il reddito, gli investimenti in scuola, sanità, servizi sociali, beni comuni, sicurezza sul lavoro

Lo sciopero generale è indetto dalla Confederazione COBAS, dalla Cub e da SdL Intercategoriale

con Manifestazioni Regionali a:

ROMA P.della Repubblica ore 10

MILANO P. Cairoli ore 9.30

TORINO P. Vittorio ore 9.00

GENOVA P.de Ferrari ore 9.30

VENEZIA-MESTRE P.le Staz. Ferroviaria Mestre ore 9.00

FIRENZE P.S.Marco ore 9.30

NAPOLI P.Mancini ore 9.30

PALERMO P.Croci ore 9.30

CAGLIARI P. Garibaldi ore 10

Manifestazioni provinciali a:

BRESCIA P.Garibaldi ore 9.00

LIVORNO P.Cavour ore 9
PISA P.S.Antonio ore 9
POTENZA Largo Pignatari ore 9.30
BARI Sede Confindustria V.Amendola ore 9
BRINDISI P.Mercato della Commenda ore 9

TRIESTE

3 dicembre 2008

Agenzie Fiscali: il terremoto della riorganizzazione!

La legge 133 di Brunetta aveva posto dei vincoli per la riduzione delle posizioni dirigenziali nelle amministrazioni pubbliche e di conseguenza nelle Agenzie Fiscali. Nessuno però immaginava che, con tanta celerità e nei limiti temporali della legge (30 novembre), avrebbe avuto ricadute così pesanti sulle Agenzie. Non si tratta, infatti, di una semplice riduzione delle poltrone dirigenziali,come sembrava, ma di una riduzione forte degli organici, una rivisitazione alribasso delle competenze e delle funzioni di queste amministrazioni, unadefinitiva messa in mora della lotta all222evasione fiscale. Il tutto senza avere unprogetto coerente ed organico, ma, come al solito, navigando a vista. Ci troviamo, quindi, con una trasformazione delle Direzioni Regionali delle Dogane che nellamaggioranza diventano interregionali, con la creazione dei distretti regionali e interregionali, di supporto agli uffici delle Dogane. Poi, con una riduzione secca della pianta organica teorica dell'Agenzia del Territorio che passa da 12.270 a 11.138 addetti e di quella dell'Agenzia delle Entrate che passa da 43.301 a 37.960 (con una riduzione addirittura superiore al 10% prevista dalla Legge 133).E inoltre, per quest'ultima, la grave contraddizione: la creazione di 106 nuoviuffici, le direzioni provinciali, in cui verrà accentrato l'accertamento e ilcontrollo, relegando ciò che rimarrà degli attuali uffici locali all'assistenza al contribuente e a lavorazioni minori, non strategiche, e in contemporanea retrocedendo in IV fascia 47 uffici e 20 aree di altri, con un immaginabilespreco di risorse e di costi aggiuntivi! Insomma, si introduce una incomprensibile scissione tra l'area controllo e quella servizi, laddove i successi della lotta all'evasione si spiegano anche nella sinergia tra le due aree. Ma forse l'obiettivo è proprio depotenziare l'attività di contrasto all'evasione. Consistenti anche le modifiche negli Uffici Centrali dell'Agenzia delle Entrate dove la riorganizzazione impatta pesantemente (soprattutto nella riorganizzazione della Direzione Centrale Accertamento) trasferendo uffici da una Direzione all'altra, creando nuovi uffici, sopprimendone alcuni ed accorpandone altri. Insomma, dietro la reticenza dell'Amministrazione a fornire informazioni dettagliate sui reali contenuti della riorganizzazione, si celava un vero e proprio terremoto. Inutile dire che questa operazione di ingegneria amministrativa, potrebbe innestare a breve pericolosi processi di mobilità e di deportazione del personale, provocher340 una confusione ancora maggiore nel modello dilavoro che passa improvvisamente dall222integrazione, dalla polifunzionalitàa tutti i costi, dal mix di funzioni e processi, alla specializzazione tout court di uffici, aree, settori, competenze, tipologie di contribuenti ecc.E avviandosi questa gigantesca spaventosa riorganizzazione, che rimettetutto in discussione, si favorisce drammaticamente l222evasione e l'elusionefiscale e purtroppo non si dà nessuna garanzia ai lavoratori sullamobilità, sul salario, su quello accessorio, sui contratti, sulle mansioni,sulla riqualificazione e sulla formazione. Insomma, come al solito l'Amministrazione ragiona come se gli uffici fossero composti da stanze e suppellettili e non da personale che vi lavora quotidianamente, ed al quale dovrebbe essere garantito un orizzonte formativo, professionale e salariale dai contorni chiari e precisi. L'avevamo detto e lo ribadiamo ancora: le Agenzie Fiscali evidentemente hanno dato fastidio al sistema imprese, alle banche, alle rendite e alla speculazione finanziaria, diretta emanazione di questo governo. Marginalizzarle con questa riorganizzazione è l'obiettivo.Contrari come siamo a qualsiasi smantellamento di amministrazioni e funzioni pubbliche crediamo che l'opposizione del personale finanziario debba trovare un momento unitario nello sciopero generale del 12 dicembre.

30 novembre 2008

Rinnovo biennio economico 2008-2009 delle Agenzie Fiscali..in automatico!

Dopo la conclusione del rinnovo del biennio economico 2008-2009 nel comparto Ministeri, si è avuto nella giornata di lunedì anche quello delle Agenzie Fiscali.Un rinnovo..in automatico! Tremonti e Brunetta ordinano, e i sindacati vassalli siglano, senza discussione o assemblee nei posti di lavoro, addirittura arrivando alla firma già alla seconda riunione. Ma in questo "giro", al di là della consueta stucchevole retorica sul "miglior accordo possibile in questa situazione" traspare nettamente il nervosismo nei comunicati di Cisl, Uil e Salfi, il fronte confederale si sfalda, addirittura la Cgil non sigla, la distanza dai lavoratori diventa siderale. E di questo si tratta quando si accetta un rinnovo con un aumento economico a regime del 3,2% ovvero di 82 euro lorde, comprensive delle annualità 2008/2009 ripartite tra parte tabellare (pari a 76,70 euro medi lordi) eindennità di Amministrazione (pari a 5,30 euro medi lordi), che sarà erosa in caso di malattia. L'anno 2008 praticamente annullato per l'ennesima volta, con i pochi spiccioli dell'indennità di vacanza contrattuale (circa 8 euro lorde). Un indubbio "successo" di Cisl - Uil - Salfi, con un recupero salariale di circa 50 euro netti per i lavoratori delle Agenzie Fiscali in linea con l'inflazione...E ancora, pur in un rinnovo solo economico, il mix di produttività merito, coinvolgimento dei cittadini nella misurazione delle attività e delle prestazioni, rispunta prepotentemente, come se le Convenzioni e tutti i trascorsi contratti non l'avessero ribadito. E sulle somme tagliate dalla legge 133/08 si rinvia a generici, labili impegni di legge a partire da giugno 2009, senza nessuna assicurazione e certezza sul quantum delle risorse e sulla tempistica. E questo rinnovo è il preludio alla modifica dell'assetto contrattuale che nei prossimi mesi diventerà triennale sia nel pubblico che nel privato, con il furto conclamato di un anno di contratto. La nostra contrapposizione a questo contratto è totale e parteciperemo a tutte le forme di dissenso, compreso un referendum consultivo tra i lavoratori. Ma lo sbocco naturale anche di questa protesta deve essere LO SCIOPERO GENERALE INDETTO DA COBAS, CUB E SDL PER IL 12 DICEMBRE, giornata in cui porteremo in piazza le ragioni dei lavoratori delle Agenzie Fiscali, sempre più vessati economicamente e professionalmente.

30 ottobre 2008

Agenzia Entrate: riorganizzazione o smantellamento?

Lo tsunami Brunetta si abbatte anche sull’Agenzia delle Entrate. Chi pensava che questa amministrazione sarebbe rimasta “illesa” dalla furia governativa si dovrà ricredere. La scure demolitrice dei servizi pubblici attraversa l’Agenzia delle Entrate con una nuova dannosa riorganizzazione. Ha illustrato ai sindacati questo ennesimo progetto “innovatore”, la settimana scorsa, il Direttore dell’Agenzia Befera con il consueto infiocchettamento di semplificazione, efficienza, razionalizzazione. Il progetto, che eredita il vecchio piano riorganizzatore di Visco e Romano va a raddoppiare le posizioni dirigenziali da sopprimere (da 103 a 210) con la conseguenza di “retrocedere” come importanza e funzione un numero imprecisato di uffici, va a ridurre del 10% l’organico dell’Agenzia ovvero circa 4 mila lavoratori, e prevede lo stanziamento, senza battere ciglio, di 8,6 milioni di euro per incentivare i dirigenti all’esodo anticipato verso la pensione. E inoltre la creazione di 106 direzioni/uffici provinciali che avranno competenza provinciale e “qualificata” sull’accertamento, relegando gli attuali uffici principalmente all’assistenza al contribuente e a lavorazioni del controllo marginali, non strategiche. E ancora non si è prospettato nulla per le Direzioni Centrali né per leDirezioni Regionali, ma le premesse non sono rassicuranti.Chiaramente il Direttore Befera si guarda bene dal fare alcun riferimento ad “argomenti” di interesse dei lavoratori, quali il salario accessorio decurtato, il rinnovo contrattuale del biennio economico 2008-2009 che si preannuncia di pochi euro o i necessari percorsi di carriera e di riqualificazione professionale. Anche al più ingenuo sarà chiaro che questo progetto è un’ altro passo verso lo smantellamento di un pezzo fondamentale della pubblica amministrazione, l’Agenzia delle Entrate. Lungi da noi il voler difendere il modello Agenzie Fiscali. Sin dall’inizio l’abbiamo contrastato per la confusione e il massicci accorpamento indefinito di tributi e funzioni, con l’aggravio di carichi di lavoro impressionanti, che i lavoratori hanno dovuto sopportare in più di 8 anni. Ma dopo le lunghe stagioni dei condoni berlusconiani, vi è stato un positivo aumento delle entrate fiscali, imboccando finalmente la strada per combattere l’evasione e l’elusione diffusa. Evidentemente questo da fastidio al sistema imprese, banche, rendita e speculazione finanziaria così care a questo governo quindi, smantellare l’Agenzia delle Entrate diventa il crocevia ineludibile e l’orizzonte prossimo.

14 ottobre 2008

13 settembre 2008

La circolare Brunetta sui permessi per motivi personali e familiari, ex art. 46, co 2, del CCNL

…..ed alla fine il Ministro Brunetta è stato costretto a smentire l’assurda e punitiva interpretazione dell’Agenzia delle Entrate sui permessi per motivi personali e familiari! (art 46, co 2, del CCNL).

Secondo la nota della DC Personale n. 106123 del 7 luglio 2008, i permessi ex art. 46, comma 2, del CCNL, già fruiti nel primo semestre del 2008, avrebbero “cautelativamente”, dovuto essere convertiti in ore, con la conseguenza che il lavoratore avrebbe potuto godere solo delle eventuali ore residue.

Ora, la Circolare n. 8/2008 della Funzione pubblica, al punto 2.4, secondo cpv, ha precisato che le giornate fruite per motivi personali prima del 25 giugno 2008, andranno considerate figurativamente
come pari a 6 ore a giornata.

In questo modo, il Ministro Brunetta ha riconosciuto che il proprio
decreto-legge non poteva avere effetto retroattivo, come “cautelativamente” ritenuto dall’Agenzia delle Entrate.

E sappiamo bene che questo non è l’unico aspetto problematico del comportamento dell’Agenzia, sia in merito all’interpretazione del decreto Brunetta che in generale rispetto ai rapporti con il personale.

_______________________________________________________________________________


Inviamo in allegato un modello per richiedere alla Amministrazione di competenza che i permessi fruiti a giorni dai lavoratori, prima del 25 giugno 2008, siano convertiti in 6 ore per giornata, come indicato dalla Circolare n. 8/2008.

Prot.

Oggetto: Domanda per l’applicazione dei criteri di calcolo, indicati dalla Circolare n. 8/2008 della Funzione pubblica, alle giornate di permesso fruite per motivi personali precedentemente al 25 giugno 2008.


Il sottoscritto_________nome____________cognome_________,in

servizio presso l’Agenzia delle Entrate, Ufficio_____________,


CHIEDE


che le giornate di permesso per motivi personali e familiari ex art. 46 co 2 del CCNL, fruite dal 2 gennaio al 24 giugno 2008 siano considerate figurativamente come pari a 6 ore a giornata, in conformità alle prescrizioni contenute nel §2.4 della Circolare n. 8/2008 (DFP-0040319-05/09/2008-1.2.3.3) dell’Ufficio Personale Pubbliche Amministrazioni - Servizio Trattamento del Personale.

data


firma

5 agosto 2008

I retroscena dell’accordo Fps 2006 uffici centrali

Sui contenuti dell’accordo relativo al FPS 2006 degli uffici centrali ci siamo già dilungati nei precedenti comunicati sottolineandone gli aspetti negativi e, soprattutto, l’introduzione delle ridicole pagelline. Ma come spesso accade, la discutibile sostanza diun accordo si accompagna ad una forma altrettanto discutibile. Ebbene, l’accordo sottoscritto il 17 luglio non solo è stato siglato soltanto da 8 delegati RSU (e non dalla maggioranza della RSU come prevede espressamente l’articolo 8 dell’Accordo Collettivo Quadro che regolamenta la materia), ma vi è di più: ben 3 rappresentanti (1 della CGIL, 1 della CISL, e 1 della UIL) hanno firmato due volte, come delegati RSU e come rappresentanti di OO.SS. Sdoppiamento di personalità o tentativo maldestro di far apparire un consenso intorno all’accordo che in realtà non c’è? Ed è forse per questo che, come per incanto, nell’accordo pubblicato sul sito Intranet le firme dei singoli delegati RSU sottoscrittori dell’accordo sono sostituite dalla generica dicitura “la RSU firma”? Basterebbero questi “particolari” per spiegare il clima e la correttezza che ha ispirato tutta la trattativa, ma al peggio non vi è mai fine…Infatti, l’Amministrazione ed i suoi sindacati amici, CGIL, CISL e UIL così disinvolti nel siglare accordi senza rispettare le regole da essi stessi stabilite (l’Accordo Collettivo Quadro è stato sottoscritto da CGIL, CISL, UIL), sono poi diventati sorprendentemente rigorosi impedendo ai 7 delegati RSU che non hanno sottoscritto l’accordo, di allegare una normalissima nota all’accordo con la quale si motivano le ragioni della mancata sottoscrizione (secondo una consolidata prassi sindacale).

Cosa spinge l’ Amministrazione ed i suoi sindacati amici a nascondere il dissenso di una parte rilevante della RSU sull’’accordo? Perchè si vuole impedire al personale di coglierne davvero i contenuti, mettendo a tacere i delegati RSU che quell’accordo non hanno firmato? Semplice: Amministrazione e CGIL, CISL e UIL credono che i soldi del personale siano un affare da gestire privatamente, e sanno altrettanto bene che l’introduzione delle pagelline in un momento in cui la categoria è pesantemente sotto attacco è un vero e proprio insulto alla dignità ed alla professionali del personale. Un boomerang che tornerà loro indietro nel momento in cui partirà questa comica “valutazione”, che, dati i tagli, ha lo scopo di dare a pochi quegli stessi soldi che intanto ora tolgono a tutti. O forse questo accordo serve all’Agenzia per essere in armonia con il Brunetta pensiero, e a CGIL, CISL e UIL per presentarsi agli occhi dell’Amministrazione come sindacati “responsabili ed accomodanti”?

o

22 luglio 2008

ACCORDO FPS 2006: ARRIVANO LE PAGELLINE!!! I COBAS NON SOTTOSCRIVONO L’ACCORDO

Si è conclusa dopo mesi , con l’accordo del 17 luglio 2008, la lunga e sofferta trattativa per la definizione del FPS 2006 negli Uffici centrali. Hanno siglato l’accordo con una maggioranza risicatissima 8 delegati RSU di CGIL, CISL e UIL, contrari 7 delegati RSU dei Cobas, RDB, Intesa, Dirstat e Flp.
Punto essenziale dell’accordo è l’introduzione per il 2007 di un meccanismo di valutazione, con la previsione di una complessa e farraginosa procedura che prevede l’autovaluazione del dipendente, la valutazione del dirigente e, in caso di difformità, l’intervento di un fantomatico “nucleo di valutazione” . Insomma una procedura che introdurrà delle vere e proprie ridicole ed umilianti pagelline.
Precisiamo subito che il ritardo nella conclusione della trattativa è da addebitare al comportamento tenuto dall’Amministrazione che ha posto come pregiudiziale per il proseguimento della trattativa stessa l’introduzione della valutazione. Su questo punto ha incontrato da subito la disponibilità di CGIL, CISL e UIL.
Tutto il resto della trattativa è quindi passato paradossalmente in secondo piano.
Come Cobas, all’interno della RSU, abbiamo subito posto una questione di metodo: nessun accordo deve esser firmato senza consultare preventivamente il personale attraverso un’assemblea.
Per questo, dopo aver incassato ripetuti rifiuti da parte dei delegati di CGIL, CISL e UIL come singoli delegati RSU dei Cobas, Rdb, Intesa e Dirstat, abbiamo convocato un’assemblea del personale che ha detto chiaramente che la valutazione doveva essere tenuta fuori dall’accordo. Ma CGIL CISL e UIL, hanno deciso di andare per la loro strada, ignorando quanto emerso nell’assemblea. A quel punto, allora, abbiamo rivolto ai delegati CGIL, CISL e UIL, un appello pubblico per la convocazione di un’assemblea unitaria di tutto il personale. Ma non è giunta nessuna risposta, a dimostrazione che per questi sindacati la volontà del personale ha una sua utilità soltanto durante le elezioni RSU.
Grazie al ruolo unitario tenuto dai delegati RSU dei Cobas, RDB, Dirstat, Intesa e Flp, siamo riusciti ad evitare che l’introduzione delle pagelline avvenisse per il 2006.
Ma a questo punto l’Amministrazione e CGIL, CISL e UIL hanno preteso che nell’accordo 2006 fosse inserita l’avvio di un sistema di valutazione per l’anno 2007: paradossale, nell’accordo sul fondo 2006, si chiedeva una cambiale in bianco per il 2007, proprio in un momento in cui il salario accessorio è congelato dai provvedimenti governativi!!
I motivi del nostro dissenso sulle pagelline sono noti:
1) la valutazione riguarda il 2007 per cui interverrà retroattivamente, senza che il personale sia stato preventivamente informato sui criteri che avrebbero determinato la valutazione stessa;
2) la valutazione si basa su criteri non verificabili: gli indicatori (capacità di risolvere i problemi, impegno professionale e sviluppo professionale) sono estremamente arbitrari ed attengono alla personalità del lavoratore più che alla sua prestazione;
3) la divisione del personale in buoni e cattivi, meritevoli e non meritevoli, promossi, bocciati e rimandati, renderà teso il clima tra i colleghi e tra il personale ed il dirigente, a scapito del lavoro stesso. Questo sistema “premierà” pochi a scapito della maggioranza del personale.
A ciò si aggiunga che in un periodo di feroce attacco alle nostre retribuzioni ed ai nostri diritti (vedi interpretazione dell’Agenzia sulla questione della conversione in ore dei permessi retribuiti) regalare all’Amministrazione questo ennesimo strumento di ricatto significa avallare nei fatti tutta la campagna denigratoria condotta contro i dipendenti pubblici.
Per concludere, l’Amministrazione si è persino rifiutata di fornire al personale i prospetti dettagliati con l’indicazione puntuale degli importi percepiti così come da noi richiesto: e nemmeno su questo CGIL, CISL e UIL sono stati capaci di uno scatto di dignità sindacale.
O forse l’interesse comune dell’Amministrazione e dei suoi sindacati amici (CGIL, CISL e UIL) è di secretare tutto ciò che riguarda il personale per aver mani libere nella conclusione degli accordi??

Ai lavoratori tutti “meritevoli” e “non meritevoli” diciamo di valutare loro quanto merita questa Amministrazione ed ancor più se sia ben riposta la fiducia in certe organizzazioni sindacali. Questa è per noi l’unica valutazione sensata…

9 luglio 2008

RONDE OPERAIE. E I MINISTERIALI CHE FANNO?

Schiacciati, bruciati, avvelenati, spezzati.
Gli operai muoiono sul lavoro per un salario miserabile. Una media di quasi quattro al giorno.
Fiumi di parole, di impegni solenni, di decreti legge non sono riusciti nemmeno ad attenuare il fenomeno.
La macchina per pompare profitto è troppo potente, nessuno ha interesse a fermarla.
Sulla sicurezza (falsa) dei cittadini sono pronti tutti ad agire, sulla sicurezza degli operai solo chiacchiere al vento.

Nessuno difenderà la pelle degli operai se non gli operai stessi

Si stanno formando le RONDE OPERAIE, per la propaganda diretta delle norme antinfortunistiche, per la denuncia pubblica dei posti di lavoro dove mancano le misure di protezione.
A Milano, per esempio, saranno decine i cantieri aperti per l’EXPO 2015.
Quanti operai pagheranno con la vita il “grande business”?

Questi alcuni operai e delegati sindacali delle fabbriche che hanno aderito: Ansaldo Camozzi Milano, Jabil ex Siemens Cassina De Pecchi (MI), Hoffman Monza (MI), Pirelli Milano, INNSE Presse Milano, Schneider elettric Stezzano (BG), Comitato Operaio Falck contro l’amianto, Sesto San Giovanni, Dalmine (BG) Microtecnica Brugherio (MI), L’isolante K-Flex Roncello (MI), Candy Brugherio, (MI) Amsa Milano, Fireweb Trezzano Rosa (MI), Comitato operai ex Falck contro l’amianto Vobarno (BS), Spriano Vimodrone, Tessival Ponte San Marco (BS).

E nei ministeri che si fa? Solo belle autocelebrazioni, così la coscienza è a posto (soprattutto quella sindacale)…
Tutto è pronto per andare alla casa al mare o in montagna (o dove cazzo volete, se potete farlo ancora!).
Mentre il governo - democraticamente voluto anche da moltissimi dipendenti statali - sovverte l’ordine repubblicano costituzionale, smantella il diritto del lavoro, toglie ai poveri per dare ai ricchi, mentre si muore ancora sul lavoro, si fa di tutto per non disturbare il manovratore… (ma l’opposizione parlamentare dov’è?)
Vogliamo aspettare che vengano a prenderci negli uffici per mandarci via?
Eh già, che un po’ lo meriteremmo, noi statali, di essere cacciati via. Ma non perché siamo fannulloni (a dir dell’altro nano): lavoriamo fin troppo bene con i mezzi e lo stipendio che abbiamo.
Lo meriteremmo per l’ignavia di troppi, per il voler sempre delegare quello che potremmo fare in prima persona, perché vogliamo difendere solo miseri, personali privilegi, perchè mettiamo sempre la testa sotto la sabbia, affidando ad un altro la soluzione dei problemi (suoi e dei suoi amici…): a noi serve solo il calcio, o la parabola (quella evangelica e quella televisiva), o il cellulare ultimo modello, o la pleistescion, o l’automobile ipertecnologica super ecologica, o la nuova velina più fica di quella di prima ma sempre qualche immigrato da cacciare via, per ricordargli che siamo padroni a casa nostra!!!
Si sta abbattendo un enorme sciagura sul lavoro pubblico, mentre i burocrati sindacali, (che si stanno accordando con governo e confindustria, per proteggere i propri apparati ed i propri privilegi di parassiti del lavoro) fanno i soliti velleitari proclami, sempre per non disturbare il manovratore…

Autorganizziamoci come hanno fatto gli operai delle fabbriche.

DIFENDIAMO il lavoro statale, i servizi che diamo ai CITTADINI (e non UTENTI), per uno Stato VERAMENTE sociale.

CONTRO il profitto, la burocrazia sindacale, politica, dirigenziale.

E, COME AL SOLITO, L’AMICO DELL’AMICO RIUSCIRA’ A SALVARSI IL CULO…

Cobas M.E.F.

21 giugno 2008

Lavoratori delle Agenzie Fiscali: oltre il danno la beffa!

Lavoratori delle Agenzie Fiscali: oltre il danno la beffa!

In questi giorni la stampa sia nazionale che locale riporta i brillanti risultati ottenuti dalla Agenzia delle Entrate sul fronte del recupero delle imposte.E’ evidente che tali performances possono
essere ottenute solo con l’impegno dei lavoratori che hanno operato ed operano quotidianamente all’interno dell’ amministrazione finanziaria. Si tratta di quei Lavoratori che vari esponenti del governo ricomprendono tra i “fannulloni” o così tentano di far credere all’opinione pubblica per coprire le poltrone dei dirigenti e l’intera operazione di spoil system che si cela dietro. Questa mattina aprendo i giornali quegli stessi lavoratori scoprono che il loro salario accessorio (il famigerato comma 165), peraltro legato alle effettive entrate tributarie derivanti dall’accertamento, sarà ridotto del 10%, quale “premio” concesso dall’attuale governo. Ma non basta, troppo poco,il decreto di attribuzione dei fondi che alimentano il salario accessorio, già firmato dal predecessore di Tremonti, è stato ritirato e sarà riproposto assegnando per la prima volta alla Guardia di Finanza il 50% dell’importo totale risultante. Non c’è che dire, un sistema alquanto originale per incentivare il personale, soprattutto fingendo di dimenticare che i “fannulloni” di cui sopra garantiscono lo svolgimento delle attività di verifica e di controllo, garantendo un continuo aumento delle entrate tributarie, mettendo a disposizione i propri automezzi e anticipando di tasca propria le spese, rimborsate poi a distanza di mesi.Un bel “regalo” di Brunetta, Tremonti e variopinta compagnia governativa! Insomma più si lavora,
più aumentano le entrate e …più si decurta il salario!

E se una buona volta i lavoratori delle Agenzie Fiscali si fermassero?

16 giugno 2008

Resoconto della trattativa sul FPS 2006 del 12 giugno

Nell’incontro tenutosi con l’amministrazione giovedì 12 giugno, la maggioranza della RSU (CGIL, CISL e UIL, contrari COBAS, RDB, DIRSTAT ed INTESA) ha presentato, la proposta per la produttività ed il fondo di sede 2006. Premettiamo che già nell’incontro all’interno della RSU avevamo ribadito che la proposta da formulare all’amministrazione avrebbe dovuto tener conto di quanto emerso dall’assemblea del personale del 29 maggio:

- consultazione del personale prima della sottoscrizione di qualsiasi accordo;

- eliminazione della valutazione discrezionale del dirigente per quel che

riguarda il residuo del fondo di sede (si tratta di oltre 700.000 euro).

Ma evidentemente CGIL, CISL e UIL, sono poco interessate a ciò che pensa il personale…

Affrontiamo sinteticamente, i principali punti della proposta formulata dalla RSU a maggioranza (CGIL, CISL e UIL) che non condividiamo perché sperequativa e non rispettosa della volontà espressa dal personale nell’assemblea del 29 maggio.


FONDO DI PRODUTTIVITA 2006 . La proposta della RSU a maggioranza prevede la ripartizione del fondo sulla base delle ore lavorate (comprese lo straordinario) da ogni Direzione Centrale, con un parametro differenziato in relazione alle tipologie di attività svolte da ogni Direzione. Il fondo così determinato verrà, poi, ripartito tra i dipendenti sulla base delle ore individualmente lavorate (compreso lo straordinario) e in base alle aree di appartenenza. Riteniamo la divisione in base alle aree scandalosa: la proposta della RSU, infatti, peggiora quanto previsto dall’accordo nazionale FPS 2006 il quale non prevede tale differenziazione per aree. D’altronde, la produttività è frutto del lavoro sinergico di tutto il personale a prescindere dalla area di appartenenza. Insomma, l’accordo locale così formulato, peggiorerebbe addirittura quanto stabilito dall’accordo nazionale. Quanto allo straordinario ai fini del conteggio delle ore, pur sapendo che l’accordo nazionale lo prevede, stante i criteri non chiari ed omogenei con cui viene concesso (alcune Direzioni svolgono sistematicamente straordinario, mentre ad altre è precluso) sarebbe stato quanto meno equo stabilire un tetto massimo di conteggio delle ore di straordinario.

FONDO DI SEDE 2006. Come prevede l’accordo nazionale, bisogna preliminarmente

provvedere alla remunerazione delle indennità. In particolare come RSU unitariamente, abbiamo chiesto all’amministrazione che, a partire dal 2007, le indennità di gestore di rete, addetti a STP e responsabili della sicurezza dell’azienda, fossero poste a carico dell’amministrazione, in modo da liberare ulteriori risorse a favore di tutto il personale. Ma la questione cruciale resta quella relativa ai criteri di distribuzione di quanto residua una volta liquidate le indennità previste dall’accordo nazionale (si tratta di 782.000 euro). Come anticipato nei precedenti comunicati, la proposta dell’Amministrazione consiste in un complicato e farraginoso meccanismo di autovalutazione del dipendente, valutazione del dirigente ed individuazione di un organo terzo che dovrebbe sovrintendere alla procedura. Come RSU/COBAS, insieme ai delegati RDB, INTESA, DIRSTAT, avevamo subito espresso la nostra contrarietà a questa proposta: in un clima culturale di costante attacco ai lavoratori pubblici la valutazione del dirigente (le c.d. pagelline) e quindi la divisione del personale in buoni e cattivi (esattamente ciò che vuol fare il ministro Brunetta), significa avallare la vergognosa campagna anti dipendenti pubblici. D’altronde, l’assemblea del 29 maggio si era espressa unanimemente sull’eliminazione della valutazione, e sull’utilizzo del residuo in funzione di riequilibrio delle differenze retributive

tra il personale. Ma la RSU a maggioranza (CGIL, CISL E UIL), non ha ritenuto opportuno tener conto delle indicazioni dell’assemblea ed ha egualmente presentato all’amministrazione una proposta che prevede di ancorare la valutazione di tutto il personale dell’ufficio alla valutazione ottenuta dal dirigente dell’ufficio stesso in base al sistema SIRIO. Pur ritenendo questa proposta meno sperequativa rispetto a quella formulata dall’amministrazione (e senz’altro questo è il frutto dell’assemblea del personale) non la condividiamo perché:

1) l’accordo nazionale non prevede l’obbligo della valutazione ed in tanti uffici il residuo è

stato distribuito senza questo meccanismo;

2) non tiene conto di quanto emerso dall’assemblea che ha dato chiara indicazione di

utilizzare quel residuo sulla base di criteri oggettivi e per riequilibrare le sperequazioni tra il

personale;

3) ancorare la valutazione del personale a quella del dirigente dell’ufficio, è illogico e

sperequativo perché scarica sui colleghi eventuali valutazioni basse dei dirigenti

riproponendo ingiustificate differenze retributive tra gli uffici (se il dirigente ha ottenuto una

valutazione bassa quali responsabilità si possono attribuire al dipendente?)

4) la modalità di valutazione proposta dalle RSU di CGIL, CISL e UIL, costituisce un

pericoloso precedente. Non a caso, qualora tale modalità dovesse essere accettata

dall’amministrazione, la stessa richiederà che per il 2007 venga inserita una clausola che

impegni la RSU ad avviare la valutazione delle prestazioni del singolo dipendente. E non

dimentichiamo che, come già sottolineato nei precedenti comunicati, l’ FPS è costituito da

un fondo a cui egualmente e pro capite concorre tutto il personale! E allora perché

lasciare nostre somme alla discrezionalità dei dirigenti????

Infine, abbiamo proposto alla RSU (proposta recepita da tutta la RSU) che l’amministrazione fornisca a tutto il personale un prospetto dettagliato con l’indicazione

degli importi percepiti, in modo da ricostruire l’iter che ha portato alla corresponsione delle somme attribuite. E’ bene precisare che la proposta di suddivisione del fondo deve incontrare l’accordo dell’amministrazione, e qualcosa ci dice che potrebbe essere addirittura peggiorata….

Per noi delegati Cobas la “fretta” di chiudere l’accordo (i cui ritardi sono da imputare all’amministrazione) non può essere il ricatto per eludere alcuni passaggi che coinvolgano direttamente il personale (informazione, consultazione ed assemblea) e che portino ad un accordo trasparente e condiviso con il personale stesso. Per questo motivo, prima che l’Accordo si perfezioni, chiediamo che tutta la RSU si impegni a sottoporre la proposta formulata all’assemblea di tutto il personale, la cui volontà deve essere vincolante per la “delegazione trattante sindacale”.


NOI PENSIAMO CHE I LAVORATORI DEBBANO SEMPRE DECIDERE SUGLI ACCORDI, AL FINE DI VERIFICARE L’OPERATO DEI SINDACATI E DELLA RSU.


LA PAROLA DEVE TORNARE AL PERSONALE CON LE ASSEMBLEE


I delegati COBAS della RSU degli Uffici Centrali